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Il parroco don Danilo Dorini sulla scia delle assemblee parrocchiali ha maturato delle riflessioni e alcune attenzioni che considera utile condividere con la comunità pastorale. Eccole.

  • Lo dicono i dati: siamo una minoranza ma possiamo essere ancora incisivi se saremo convinti (e convincenti) della veridicità della nostra fede che si esprime in
  • Partecipazione costante e seria all’eucaristia;
  • celebrazione qualitativamente alta della liturgia nella quale si coglie il mistero di Dio e ci si relaziona con Lui e che sia coinvolgente, ossia catturi l’attenzione e la partecipazione dell’assemblea;
  • Vita comunitaria allegra e serena, dominata da un clima famigliare ed aperta e accogliente;
  • Attenzione a chi ha bisogno di aiuto.
    “Da questo vedranno che siete miei discepoli” e diventeremo convincenti o almeno faremo sorgere nel cuore di chi è lontano una curiosità se non un desiderio.
  • Porre attenzione al quartiere oltre la Statale 11, ipotizzare la celebrazione della santa messa festiva (quante volte al mese e a che ora, da decidere) nella chiesetta di San Rocco, poi la via crucis del venerdì santo e la recita più volte del santo Rosario nel mese di maggio. Quest’anno le famiglie di tale zona riceveranno la visita del sacerdote per la benedizione di Natale.
  • Migliorare la comunicazione tra noi. Molti ‘ma io non lo sapevo’ o ‘io non sono stato avvisato’. Come? Impegnandoci ad avvisare, a pubblicizzare le attività del nostro gruppo e a informarci delle iniziative degli altri gruppi.
  • Migliorare la comunicazione tra noi. Molti ‘ma io non lo sapevo’ o ‘io non sono stato avvisato’. Come? Impegnandoci ad avvisare, a pubblicizzare le attività del nostro gruppo e ad informarci delle iniziative degli altri gruppi.
  • Volontari: siamo tutti, parrocchie, oratori, società sportive, gruppi… alla ricerca di persone volonterose disponibili non solo ‘a dare una mano’ ma a collaborare costantemente, per quanto di possa, per portare avanti iniziative e attività per il bene di tutti. La meta è che non si sia solo collaboratori, il che è già molto, ma che si divenga corresponsabili;
  • Comunità pastorale. Un solo programma che preveda momenti comunitari e sia realizzato in entrambe le parrocchie a seconda delle specificità di ciascuna. Concretamente, a mo’ di esempio: celebrare il corpus domini insieme, mentre è possibile ipotizzare due via crucis il venerdì santo.
Altre osservazioni le rimando a un successivo articolo.

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