Il 10 maggio scorso papa Francesco con motu proprio ‘Antiquum ministerium’ ha istituito il ministero del catechista.
Chi è il catechista? Nel discorso del 30 gennaio, in occasione dei 60 anni dell’Ufficio Catechistico Nazionale, il Papa aveva già tracciato il volto del catechista con i seguenti caratteri:
- memoria di Dio, della sua Parola e amore;
- persona capace di relazioni e di ascoltare le domande di fede presenti nelle persone;
- testimone della fede in Gesù con la propria vita.
Con il motu proprio il Papa sottolinea che si tratta di una figura prettamente laicale e che si tratta di una vera e propria vocazione. Catechisti sono uomini (e soprattutto donne), padri/madri/nonni, giovani, che si impegnano parte del loro tempo a trasmettere la fede cristiana ai più piccoli e la propria vita a testimonianza della validità di essa.
È un ministero: si è mandati dalla Chiesa e si agisce a nome della Chiesa stessa.
La meta non è tanto la prima comunione o la cresima bensì la scoperta da parte dei ragazzi della bellezza della persona di Gesù e la trasmissione da parte nostra della fortuna di dirsi cristiani.
Tutti noi coltiviamo il ricordo di qualche catechista: non tanto ciò che ci ha detto quanto la sua persona che ha seminato in noi la ‘memoria di Dio’. Personalmente devo anche ai miei catechisti la scelta del sacerdozio: questo a dire quanto incide in tutti la testimonianza di persone semplici, contente e serene a partire dalla propria fede e capaci di trasmetterla agli altri.
Grazie a tutti i catechisti della nostra comunità pastorale per la disponibilità e l’impegno costante. Li ricordiamo, riconoscenti al Signore, nella preghiera.
