Il gruppo Io amo Bareggio non è riuscito nelle elezioni amministrative di maggio a far eleggere un proprio rappresentante in consiglio comunale. Ma non per questo ha gettato la spugna e non è attento all’andamento della vita amministrativa cittadina. Infatti con Marco Gibillini, ex assessore, è intervenuto per denunciare che gli amministratori si sono aumentati i compensi e per di più la spesa per feste e sagre è cresciuta abnormemente. La variazione di bilancio -afferma Gibillini-, che è approdata in commissione bilancio in luglio, offre diversi spunti di riflessione. La prima modifica degna di nota riguarda i compensi/rimborsi degli amministratori: nella variazione vi è un aumento del 10% rispetto a quanto preventivato un paio di mesi prima, con 18.000 euro in più nelle tasche della maggioranza.
Facendo il raffronto con l’amministrazione Lonati di 6 anni prima, il costo della politica era di 90.000 euro (90.378 euro la media dei 4 anni interi), mentre, oggi, Linda Colombo e la sua squadra (con lo stesso numero di componenti di consiglio e giunta) prendono 203.000 euro, l’equivalente di un aumento del 125%.
Al netto del fatto che l’amministrazione Lonati si era decurtata gli stipendi del 30% e pur considerando che dal gennaio 2017 al gennaio 2023 c’è stato un aumento ISTAT del 17%, il restante 75% di incremento di salario sembra davvero ingiustificato e ingiusto nei confronti dei cittadini, oltre che inaccettabile visti gli scarsi risultati ottenuti.
Spulciando tra i capitoli in aumento troviamo anche un aumento di 42.500 euro (27.500+15.000) per “manifestazioni e grandi eventi”: il budget delle feste di paese cresce ulteriormente rispetto ai 25.000 euro già bilancio. Il Comune di Bareggio ha stanziato quasi 70.000 euro per delle feste.
Dopo essersi aumentati gli stipendi di 18.000 euro ed aver disposto la bellezza di 70.000 euro per delle banali sagre di paese, al pari di un bambino che pieno di giocattoli piange per l’unico che non possiede, troviamo delle dichiarazioni pubbliche in cui gli attuali governatori del Comune lamentano di non avere soldi a disposizione per il trasporto scolastico. Forse è il momento di lasciare da parte i giocattoli e iniziare a guidar come si deve la macchina comunale.
Il pulmino scolastico nel 2018 era coperto al 18% (vale a dire che i privati si facevano carico del 18% del costo totale, ndr): a oggi che la copertura è del 23%, anzi sarà del 24% a gara conclusa, grazie al raddoppio dei costi per gli utenti, ma, nonostante ciò la giunta ha il coraggio di piangersi addosso e affermare di avere le mani legate, non riuscendo ad inquadrare il nocciolo della questione.
Intanto l’amministrazione ci dice che il trasporto scolastico è utilizzato da pochi utenti, quindi il servizio è sconveniente, quindi meglio chiuderlo. Perché allora non chiudere gli impianti sportivi, dato che hanno una copertura solo del 13%, oppure i centri estivi che arrivano a una copertura del 28%? Anzi, stando a questo ragionamento, c’è qualcosa a bilancio che risulta avere una copertura dello 0% e sarebbe proprio il caso di eliminare dalle spese: sono proprio i “grandi eventi” tanto cari all’amministrazione Colombo, che non presentano neppure un fine istituzionale. Ma si potrebbe fare anche di meglio: un commissario, nel 2013 è costato 35.000 euro l’anno e sicuramente sarebbe in grado di garantire meglio gli interessi dei cittadini rispetto a questa amministrazione.
