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Dal segretario del circolo Pd Giancarlo Lonati.
Risulta al protocollo del Comune di Bareggio una richiesta edificatoria dell’area ex cartiera, il commento spontaneo dovrebbe essere, nulla di nuovo, se non fosse che sembrerebbe prevista l’edificazione di un palazzo di 6 piani modello anni 60, al solo scopo di utilizzare tutta la volumetria disponibile.
Ora se vi è un legittimo diritto dei proprietari all’utilizzo di un proprio bene, credo che sia altrettanto legittimo considerare che l’area in oggetto, è un’area di pregio, unica per la sua ubicazione, centrale rispetto al paese che meriterebbe un coinvolgimento di tutti i cittadini sulla soluzione urbanistica da intraprendere.
Si deve inoltre considerare che il 75% dell’area è di proprietà pubblica e considerando i trascorsi ormai trentennali della vicenda, logica vorrebbe che l’amministrazione comunale nella sua più ampia rappresentatività di maggioranza e di opposizione, esprimessero pareri e presentassero soluzioni in merito.
Si consideri che negli ultimi quatto anni, se si eccettua un fugace passaggio in consiglio comunale, per verificarne la situazione legale, si può tranquillamente affermare che l’attuale amministrazione sia rimasta inerte; nessun progetto, nessuna idea in merito, si sta ancora attendendo la più volte promessa commissione ad hoc per la soluzione della problematica ex cartiera. I continui litigi interni la maggioranza e le prese di posizione in merito all’argomento, ci sono sembrati e continuano a sembrare in realtà una totale mancanza di idee e un inutile esercizio di presenzialità che dimostra solo incompetenza.
Dopo quattro anni siamo ancora agli albori della vicenda. Non si è neppure valutato, mediante un’indagine conoscitiva lo stato del sottosuolo, credo che non sfugga ai più che l’area in oggetto è una ex area industriale, è noto anche che in luogo ha operato per molti anni una cartiera di grosse dimensioni, che alla base del processo produttivo, aveva la produzione di carta mediante il macero della carta da riciclo e della cellulosa, anche con l’utilizzo di sostanze chimiche per lo sbiancamento della carta stessa. Questi processi produttivi potrebbero aver creato condizioni di inquinamento del sottosuolo, considerando anche che le tecniche di  prevenzione di allora non erano certo le attuali.
Da un esame anche superficiale dell’area si denota anche una abbondante presenza di amianto, pertanto in considerazione di queste non trascurabili condizioni, si ritiene doverosa una indagine geologica conoscitiva prima di assumere qualsiasi decisione urbanistica in merito.

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