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Da primo cittadino a fuoriuscito dal gruppo consiliare del Partito democratico. Una parabola triste e malinconica, ma è quella che è toccata per colpa o per destino all’ex sindaco Pompilio Crivellone
In poco più di due anni è riuscito nella straordinaria impresa di perdere prima la poltrona di sindaco e ora a fare addirittura le valigie non sentendosi considerato o peggio isolato dal partito, che pure gli ha assicurato una carriera ventennale fra assessore e sindaco.
Succede quando si arriva troppo in alto. 
Tuttavia Crivellone non potendone più, a suo dire, dell’isolamento in cui si è via via ritrovato nel Pd ha preferito uscire dal gruppo consiliare democratico per iscriversi nel gruppo misto. Una scelta per ritagliarsi uno spazio che non aveva più nel partito e nel gruppo consiliare. 
Insomma spera che tirandosi indietro abbia la possibilità di confrontarsi e tentare di far valere le sue idee e addirittura lavorare per le prossime elezioni amministrative. 
Sinora, a suo giudizio, gli è stato impedito e addirittura messo gradualmente all’angolo. 
Il Pd nega che gli sia stata riservata disparità di trattamento, poiché tutti gli iscritti godono nel partito pari dignità. Qualunque sia la verità, la sortita di Crivellone sembra più che altro il malinconico canto del cigno. 
Oggi facendosi di parte paga il suo tributo all’inaspettata sconfitta alle elezioni amministrative del 2009 quando per i suoi screzi nel corso della legislatura con Rifondazione comunista si è ritrovato senza il suo appoggio e con una lista alla sua sinistra. 
Abbastanza per consegnare il municipio al centrodestra. E ora a uscire (o quasi) di scena. 
Non è il cursus honorum che forse aveva sognato nei momenti più altri della sua parabola politica. Così transita la gloria nel mondo!

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