L’assessore Enzo Tenti parla, la sindaca Elena Comerio resta in religioso silenzio. Non è il miglior biglietto di visita e d’immagine per la prima cittadina quando si discutono cose che riguardano il destino del territorio e della comunità. Ma così vanno le cose a Vittuone in cui si assiste che la strapotente personalità dell’assessore soverchia quella della sindaca. «Nell’ultimo consiglio comunale – denuncia l’opposizione ViviAmo Vittuone – sulla revoca della delibera di adozione della variante generale al PGT dell’8 aprile 2026 abbiamo chiesto quale interesse pubblico giustifichi questa scelta e quali previsioni urbanistiche la maggioranza intenda cambiare. La sindaca, che aveva il dovere politico di spiegare ai suoi concittadini le ragioni di questa scelta, ha scelto il silenzio. Nessun consigliere di maggioranza è intervenuto nel merito: la capogruppo Grassi ha soltanto dichiarato il voto favorevole. Il solito Tenti show: l’assessore esterno “alle varie ed eventuali” ha parlato di scuole, viabilità e nuove tecnologie, senza precisare quali aree, destinazioni o previsioni edificatorie vogliano modificare».
Intanto dal Documento Unico di Programmazione, che dovrà essere approvato, è previsto per il 2029 un mutuo di 5,5 milioni di euro per la “cittadella scolastica”. Non è una novità, poiché già all’epoca della giunta Tenti si prevedeva di concentrare le scuole nell’area di via Restelli – via Zara, vicino alla ferrovia, demolendo i plessi di via IV Novembre per lasciare spazio a nuove abitazioni. Una scelta contestata per via dell’allontanamento delle scuole dai quartieri, rendendo più difficili gli spostamenti a piedi e in bicicletta.
«Oggi – attacca ViviAmo Vittuone – intendono riproporre quel progetto? Dove dato che quelle aree sono già utilizzate dalla Casa di Comunità? Quali scuole vogliono trasferire e quale destino prevedono per gli edifici esistenti? Prima di programmare un debito di 5,5 milioni, servono risposte sui bisogni delle famiglie, sui costi complessivi e sulle alternative. Riproporre la cittadella nel DUP non basta a spiegare una nuova visione urbanistica.
C’è poi il tema delle previsioni demografiche sovrastimate su cui si fondava il vecchio PGT, accompagnate da maggiori possibilità edificatorie. La nostra variante affrontava proprio questo problema: come spiegato nel comunicato comunale del 9 aprile, il dimensionamento era coerente con le dinamiche reali del territorio e superava le sovrastime del passato, che avevano generato previsioni rimaste sulla carta. Vogliono cambiare anche questa impostazione? Su quali dati?
Tenti ha invece definito «pretestuosa» la questione pregiudiziale sollevata da Laura Bonfadini e attaccato Vittorio Bressi, mettendone in dubbio la professionalità e la conoscenza dell’«ABC dell’amministrazione comunale». Ma nel cercare la scorciatoia della delegittimazione dell’avversario, finisce per qualificare sé stesso molto più di quanto riesca a screditare gli altri. Ha richiamato l’assenza del Piano urbano del traffico, pur riconoscendo che tale documento non costituiva un allegato obbligatorio alla variante; pertanto, il suo mancato inserimento non chiarisce né giustifica la revoca dell’adozione della variante.
Anche il richiamo a una diversa visione urbanistica nelle linee programmatiche di luglio è rimasto senza spiegazione: nel dibattito non è stato indicato un passaggio del documento che rispondesse alla nostra contestazione».
L’opposizione ha chiesto espressamente di mantenere la riduzione del consumo di suolo e le aree restituite all’agricoltura evidenziando che la sua variante prevedeva 43.208 metri quadrati di terreno in meno destinati all’edificazione.
«Nessun impegno esplicito – puntualizza ViviAmo Vittuone -. Dopo la nostra replica, si è passati alle dichiarazioni di voto. La segretaria ha chiarito che revocare è giuridicamente possibile. Ma la possibilità di farlo non esonera dal motivare la scelta e spiegare quale interesse pubblico si persegua. Le motivazioni addotte non rispondono alle nostre domande e, sul piano politico, appaiono inconsistenti. Se intendono riutilizzare il lavoro svolto e le osservazioni, perché interrompere il procedimento?
L’atteggiamento ricorda il Marchese del Grillo: «Io so’ io e voi nun siete…». Ma in consiglio non ci sono marchesi e sudditi: ci sono amministratori che devono rispondere ai cittadini. Su una numerazione sbagliata di un emendamento la sindaca ha trovato la voce. Sul futuro del territorio aspettiamo ancora risposte.
Noi non ci fermiamo. Continueremo a fare il nostro lavoro: porre domande, avanzare proposte e chiedere conto delle scelte sul futuro di Vittuone. Gli attacchi personali non ci faranno arretrare».
