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Antonio Miglio

Le opposizione hanno sempre da ridire, ma a volte, se non sempre, sono le maggioranze che le danno lo spunto e l’occasione per criticare, contestare, polemizzare. E a Vittuone? Beh, le minoranze hanno da ridire. Intanto il gruppo Insieme per Vittuone, rappresentato in consiglio comunale da Antonio Miglio e da Claudia Bagatti, ricorda che a Vittuone le minoranze “rappresentano il 60% della popolazione per cui si assumono la responsabilità di dare voce anche ad altre situazioni che definire delicate può sembrare un eufemismo”. Da qui la denuncia di criticità che si trascinano da tempo. Quali? “La tanto sbandierata videosorveglianza -attaccano Miglio e Bagatti– sembra essere ancora nella fase pre-embrionale; correlata a questa la pericolosità di alcune zone e strade completamente buie o scarsamente illuminate; il cinema-teatro e il palazzetto con annessa piscina da tempo chiusi e non usufruibili (più stanno chiusi e più aumentano i costi di gestione); alcune convenzioni con associazioni di volontariato molto importanti per il servizio che fanno, ancora da rinnovare.

Occorre, come diciamo da tempo, un cambio di passo da parte di questa amministrazione. Per quanto ci riguarda vigileremo affinché si tenga sempre al centro dell’azione amministrativa la persona, la famiglia e quello che a questa è correlata, cioè servizi sempre più efficienti e vicinanza di chi amministra ai bisogni concreti della gente”. Non è tutto. Trovano incomprensibile l’aumento dell’Irpef, anzi il raddoppio.  “L’Irpef -puntualizzano- non era mai stata istituita fino al 2012. Compito di chi amministra è anche quello di cercare e trovare risorse aggiuntive a quelle derivanti dalla normale attività amministrativa, cercando di ricorrere il meno possibile a nuove tassazioni o ad aumenti di tariffe. È ovvio che la responsabilità delle scelte e delle decisioni spetta a chi ha vinto le elezioni, ma, come è stato fatto per situazioni emergenziali come la pandemia, si poteva chiedere alla minoranza un parere su questa questione che non è di poco conto”. 

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