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Neppure la tanto vituperata amministrazione Cipriani aveva osato decidere per la minoranza, ma inaspettatamente ci è riuscita l’amministrazione Re. Sì, perché ha scelto il rappresentante della minoranza nel direttivo della Pro Loco in difformità dalle indicazioni espresse da tre gruppi (Noi con Sedriano e Roveda, Centro Destra, SiAmo Sedriano e Cornaredo) su quattro. Il nominativo prescelto era quello di Donatella Barini, ma la maggioranza ha eletto Valentina Ceccarelli (Gruppo misto indipendente) che da poco ha lasciato il gruppo con cui si era candidata alle elezioni e si è messa in proprio. Troppo per non scatenare l’indignazione della minoranza che ha duramente criticato il modus operandi dagli attuali amministratori. “Un risultato diverso o scelto in modo unilaterale della maggioranza- scrivono in una nota congiunta i tre gruppi consiliari– non può essere considerato una scelta compresa nei diritti inviolabili della minoranza, ma avrebbe carattere di azione autoritaria, antidemocratica e prevaricatrice del normale e civile dialogo tra le parti istituzionali che compongono il consiglio comunale. L’incomprensibile sostituzione della capacità decisionale e libera della minoranza con il suo arbitrio, rappresenterebbe un grave precedente che porrebbe in essere da parte dei firmatari a tutela dei loro diritti di autodeterminazione, modalità e comportamenti nuovi ed efficaci, creando un profondo solco nel già difficile dialogo tra sindaco e consiglieri comunali”. Da qui l’invito al sindaco Re di precisare, secondo quanto previsto dall’uso comune e dal buon senso e secondo la normativa vigente, che intende per ‘rappresentanza della minoranza’ nel suo significato più semplice e letterale”. Sulla sconcertante vicenda è intervenuto anche l’ex vicesindaco Adelio Pivetta (Lega). “La compagine amministrativa -obietta Pivetta– si era presentata con la veste civica e inclusiva, ma si è rivelata targata Pd e per di più mossa da pulsioni antidemocratiche. Infatti ha deciso, a dispetto dei ruoli e della più elementare decenza politica per la minoranza, il rappresentante nella Pro Loco, il quale a questo punto è a tutti gli effetti un esponente della minoranza all’interno della maggioranza. Neppure con la più fervida fantasia si sarebbe potuto immaginare tanto”.  

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