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Da ieri, 21 marzo, è iniziata la settimana della “Scuola per la Pace” a cura del  Comitato intercomunale per la pace e del gruppo di progetto “La mia scuola per la pace“, dedicata in questa edizione al tema della cura, trattato come sinonimo di “pace”. La cura delle persone e per le persone è infatti il fondamento per la costruzione di un mondo nel quale si operi, concretamente, per il benessere di tutti, ossia, si operi per la pace. Questo vale, a maggior ragione, in questo momento, nel quale l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato l’orrore della guerra, che, in quanto distruzione, è l’opposto della cura, alle cronache quotidiane anche in Italia. Per dare maggiore concretezza alla settimana, come ogni anno, il gruppo di scuole che ha aderito all’iniziativa (di Settimo Milanese, Bareggio, Pregnana Milanese, Sedriano, Vittuone, S. Stefano Ticino, Corbetta, Casorezzo, Ossona, Magenta) ha scelto due personaggi di riferimento: don Lorenzo Milani e Gino Strada. Due persone che hanno lasciato un segno nella nostra società proprio in termini di “cura”. Tra le diverse attività di studio e approfondimento che si terranno nelle scuole, segnaliamo: la realizzazione di un manufatto a ricordo della giornata. Scuola dell’infanzia: realizzazione di un fiore con sette petali con stelo. Il fiore verrà colorato con i colori della pace e su ogni petalo verrà scritta una parola relativa all’avere cura. Scuola primaria – Scuola secondaria: decorazione di una mascherina chirurgica con simboli relativi all’argomento della giornata. La mascherina potrà essere indossata all’uscita della scuola, potrà anche essere trasformata, inserendola in una bustina di plastica, in bandierina o come simbolo appeso alla cartella. Per tutti: proposta dello “Straccio di Pace” riprendendo l’iniziativa lanciata da Emergency nel 2001 “L’Italia ripudia la guerra”, dice la nostra Costituzione, e lo dice all’indomani del secondo conflitto mondiale, perché il nostro Paese ha vissuto sulla sua pelle l’orrore della guerra e non vuole che si ripeta mai più. Eppure, da allora, il “ripudio della guerra” è stato spesso negato, la nostra Costituzione violata. Chi governa ci dice che la guerra può essere “umanitaria”: sappiamo che non è vero, la guerra porta sempre morte e distruzione, la guerra è la negazione dell’umanità. Ci dicono che la guerra può essere giusta, necessaria, e “inevitabile”: sappiamo che non è vero, la guerra appare inevitabile solo a chi non ha fatto nulla per evitarla. Ci dicono che in guerra le vittime civili sono solo “effetti collaterali”: non è vero, i civili sono le prime vittime della guerra, di qualsiasi guerra. Ci dicono che tutti i soldi buttati in spese militari sono necessari a mantenere la sicurezza: noi crediamo che quei soldi andrebbero investiti in ospedali, scuole, lavoro, pensioni, perché è questo che serve ai cittadini del mondo, non i cacciabombardieri; sicurezza è avere un presente dignitoso e poter sperare in un futuro per i nostri figli. Ci dicono che la guerra serve a costruire la pace: non è vero, sappiamo che solo la pratica dei diritti umani può costruire la pace, la guerra serve solo ad aumentare la violenza, la distruzione, ad alimentare altra guerra. I potenti del mondo possono levare alta la loro voce quando raccontano queste bugie; invece, i cittadini del mondo che sanno benissimo che la guerra è il problema, e non la soluzione spesso non hanno voce. Per questo motivo abbiamo pensato di dare voce a chi non ce l’ha: con un semplice pezzo di stoffa bianca, uno “straccio di pace”. Appeso alla borsetta, al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola… un modo semplice e immediato per esprimere il nostro ripudio della guerra, del terrorismo, della violenza”. Attività comune di plesso: ogni classe, utilizzando tecniche grafiche diverse, realizzerà su foglio A3 una parola relativa all’avere cura. Le parole di ogni classe verranno unite e formeranno un pannello da esporre all’esterno del plesso scolastico venerdì 25 marzo.Ogni plesso scolastico fotograferà il pannello esposto, e con tutte le fotografie si realizzerà un video che sarà messo a disposizione di tutte le scuole partecipanti. Ciascuna scuola arricchirà poi liberamente la settimana prevedendo, ad esempio: il consumo in mensa di un pasto russo/ucraino; il canto di canzoni a tema; flashmob a tema; l’installazione di angoli tematici all’interno del paese. In connessione con le attività svolte nelle scuole nella settimana della pace, il Comitato intercomunale per la pace e le Acli magentino-abbiatensi hanno organizzato per giovedì 24, alle 21,  nella sala “Primo Levi” in via Marietti 8 in Bareggio (MI) un incontro con: Innocente Pessina, Fondazione don Milani, Luca Radaelli, responsabile personale medico di Emergency Durante la serata collegamento a distanza con Simonetta Gola, responsabile comunicazione Emergency, e moglie di Gino Strada e lancio dell’iniziativa locale “Gino Strada in ogni paese”.

 

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