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Sono tanti gli interventi pubblici che si realizzano sul territorio, ma c’è qualcuno in municipio che controlla? Un interrogativo non proprio peregrino, se Ernesto Galli (Lista civica), preoccupato e perplesso per quel che ha visto girando per il paese, si è premurato di  chiedere conto al responsabile dell’ufficio tecnico comunale.  Ha sollecitato informazioni in merito ai lavori pubblici, alla cura del territorio e, in modo particolare, alla cura del verde, agli interventi di posa e manutenzione del patrimonio arboreo e all’incredibile numero e quantità di alberi abbattuti negli ultimi anni.  “Dai documenti che mi hanno dato -spiega Galli– ho notato che in gran parte delle schede manca la foto dell’albero in analisi, in diverse schede manca l’età stimata e le anomalie riscontrate e che vengono abbattute anche diverse piante giovani e di nuovo impianto. Inoltre il coinvolgimento del filare di platani nell’ambito dell’intervento ‘nuova pista ciclabile” nel parco di via San Siro si è risolto nel danneggiamento ed estirpazione delle radici di alcuni platani del filare adiacente e del grande platano a est, costretto ora a circa un metro dai cordoli e dalla cementata della nuova ciclabile, oltre al resto”.  Una buona ragione per domandare se Servizio fitosanitario regionale andava o è stato informato prima dell’intervento? L’intervento ha rispettato le normative vigenti per interventi vicino ai platani? Chi ha verificato i lavori?  Particolare apprensione, secondo Galli, suscita l’intervento di “potatura” dei platani in via Garibaldi iniziato il 17 gennaio scorso. La loro condizione – è vero – è quella che è, ma, finché assicureranno i loro insostituibili benefici, vanno rispettati e curati come imposto dalle normative nazionali e regionali. “L’ufficio tecnico -prosegue Galli– sostiene che ci sono tanti alberi, che non ci sono i soldi, che ognuno dice la sua e che si può fare sempre meglio. Io invece ritengo che i soldi disponibili vanno gestiti bene, che siamo fortunati ad avere ancora tanti alberi, che i cittadini devono e hanno il diritto di dire la loro in quanto proprietari e utilizzatori del bene pubblico, di essere informati bene e coinvolti e che, ovviamente, si può fare sempre meglio e aggiungo anche di peggio, purtroppo”. Non è tutto “L’ufficio tecnico -aggiunge Galli– mi ha informato che in via Garibaldi verranno abbattuti alcuni platani e che al loro posto si poseranno altre essenze. Ritengo che posare altri platani, ancora in quelle sbagliate condizioni, sia voler continuare a persistere in interventi tamponi e sconsigliati senza considerare un piano rigenerativo urbano che guarda al futuro del patrimonio arboreo pubblico anche valutando i cambiamenti climatici. Il verde pubblico è uno dei più efficaci fattori di miglioramento dell’ambiente urbano, ma per fare pienamente le sue funzioni richiede cure e molta attenzione, fin dalla fase di progettazione e realizzazione. Azioni che amministrazioni lungimiranti stanno già facendo da anni”. Poi Galli fa delle annotazioni sulla potatura dei platani in via Garibaldi.  “Il 17 gennaio verso le 11 con due amici, ho assistito all’inizio della “potatura” dei platani e alla lavorazione meccanica dei tronchi e delle ramaglie. Un amico, dopo aver osservato le operazioni, ha telefonato all’ufficio tecnico comunale chiedendo se l’intervento di ‘potatura’ era quello previsto ed era sotto controllo. Una funzionaria ha risposto che andava bene così”. Non è finita qui. Galli aggiunge che ha informato, chiesto chiarimenti e inviato foto dell’intervento all’ERSAF (SFR) ed è in attesa delle loro risposte. Ha pure segnalato la pericolosità dei grossi alberi, privati, sulla via Milano all’ingresso di San Pietro all’Olmo. Ha chiesto all’ufficio tecnico notizie sulla “situazione dell’intervento Aru 3”, sulla destinazione dell’ex Alemagna, recentemente abbattuta, e su quella della “curta di Meregasc”, anch’essa recentemente abbattuta e di verificare il rispetto del “Nuovo regolamento orti comunali”. Ma è stato invitato a rivolgersi rispettivamente al settore urbanistica e servizi sociali, perché non di sua competenza.

 

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