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Angelo Cipriani

Quando l’amministrazione Cipriani aveva sospeso il servizio scuolabus tutti a darle addosso. Ma il tempo è galantuomo e, stando agli ex amministratori (Angelo Cipriani e Elisabetta Alì), è emersa la verità, che dice altro dalle furiose polemiche da allora. Infatti -ricordano-, che il sindaco Marco Re nel consiglio comunale del 29 novembre,  ha affermato che il servizio non verrà erogato nell’anno scolastico 2021/2022. Questa dichiarazione -sostengono- fa emergere tre verità: la prima (molto grave) consiste nell’aver preso un impegno nei confronti dei cittadini senza prima conoscere la concreta situazione finanziaria dell’ente; la seconda (altrettanto grave) è rappresentata dal fatto che le promesse elettorali, quando devono fare i conti con la realtà, talvolta rimangono solo promesse; la terza è che l’attuale amministrazione si è conformata alle ragioni addotte dall’amministrazione precedente in merito alla mancata erogazione del servizio scuolabus. Non è tutto. Cipriani e Alì, constatando che sindaco Re ha anche detto che l’esito del ricorso nella questione legata alle concessioni degli impianti di conduttura del gas, determinerà anche la riattivazione sia dello scuolabus che del servizio di pre-post, non hanno perso l’occasione di fargli notare nell’interrogazione, che sarà discussa in consiglio comunale martedì 21, la sua scarsa preparazione sul servizio (pre-post). Infatti -dicono- lo stesso è in concessione e quindi non necessita di fondi comunali, a meno che l’amministrazione decida di accollarsene i costi, rendendolo gratuito. Sarebbe bellissimo avere il servizio scuolabus e il pre-post gratuiti, ma si avvicinerebbe troppo alla fantascienza. Stando al concreto, nella sua risposta, il sindaco ha citato la ‘Questione 2iReteGas’, accusando la precedente amministrazione di incapacità nel gestire quella situazione che, a suo dire, fece ‘perdere’ circa 230.000 euro al Comune. Un inutile e goffo tentativo per screditarla attraverso una falsa ricostruzione dei fatti. Ma Cipriani, partecipando a tutti i tavoli di confronto con i sindaci dell’ATO, ha vissuto la “Questione 2iReteGas” in prima persona, la riassume così: “Il Comune di Sedriano negli ultimi anni (prima del 2016) riceveva un canone concessorio di circa  400.000 euro annui. Entrate che confluivano nel Titolo I° (spesa corrente) e che veniva totalmente utilizzata per onorare i mutui contratti dalle amministrazioni PD, mutui di cui parleremo in seguito. Nel 2016 il contratto non era stato rinnovato per nessun Comune: infatti si era in attesa che l’ATO di Rozzano (di cui fa parte Sedriano), bandisse la nuova gara, che in fondo nessuno voleva perché si sperava in un ritorno alla precedente concessione. Da qui è sorto un problema, quel canone a Sedriano sarebbe servito per “rimanere in vita” e le trattative andavano per le lunghe. In questa situazione di stallo dovevamo decidere velocemente, perché il rischio sarebbe stato quello di non riuscire a chiudere il bilancio, con conseguente commissariamento del Comune. Un nuovo commissariamento per Sedriano, certo di natura diversa, ma sicuramente un’altra pessima figura. Ovviamente questo mancato introito aveva un peso specifico diverso per ogni Comune: ognuno si è regolato come meglio ha potuto, molti (che evidentemente avevano la possibilità) hanno preferito non accettare l’offerta e attendere lo sblocco della situazione. Nel frattempo, il Comune di Parabiago, che aveva agito per vie legali, perse la causa e fu condannato al risarcimento di tutte le spese, una sentenza del genere per Sedriano sarebbe stata fatale. Questo è il clima in cui realmente si operava all’epoca. Il tempo stringeva e dovevamo prendere una decisione, la meno dolorosa possibile consisteva nello stipulare un accordo con 2iReteGas, con il quale Sedriano si sarebbe garantito un introito di circa 160.000 euro annui. Sicuramente una cifra inferiore, ma le prospettive erano pessime. Successivamente una Legge dello Stato ha definito la retroattività dei canoni, ripristinando i 400.000 euro per Sedriano, questo ha aperto nuovi scenari. Prendendone atto, avevamo un problema, cioè l’accordo precedentemente preso, per questa ragione ci siamo rivolti ad uno studio legale specializzato e abbiamo avviato la procedura per annullare l’accordo sottoscritto e tentare di riottenere quanto in fondo ci spettava. La procedura di recupero è stata avviata dalla precedente amministrazione, non da quella attuale. E’ una questione complicata, non possiamo sapere l’esito finale, ma certamente, per il bene del nostro Comune, la nostra speranza è che al termine della vicenda 2iReteGas sia costretta a riconoscere il canone effettivamente dovuto, su questo aspetto però non c’è nessuna garanzia, né tempi certi. Ogni decisione a quel tempo fu condivisa con segretario, funzionari e consulenti legali, questo per dire che non furono scelte prese alla cieca da chi non conosceva la materia, bensì decisioni ponderate su quella che era la reale situazione di allora, che non faceva presagire un miglioramento futuro. A oggi è facile pronunciare sentenze sull’operato di allora, ma se si considera che a parlare sono le stesse persone che, con i loro mutui hanno ‘incatenato’ Sedriano per oltre 30 anni, il tutto fa pensare. E per di più al momento non vi è certezza che la situazione possa volgere a favore dell’ente”.

 

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