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Doveva essere un luogo per attività sociali, sarà invece una casa di comunità con tanti servizi e prestazioni da erogare cittadini. Infatti la Regione Lombardia, individuando nel bene confiscato di via Vanzago come uno dei luoghi idonei allo scopo, ha dato il via libera all’insediamento della casa di comunità, anche a seguito della proposta dell’amministrazione comunale. Una risposta alla carenza di medicina territoriale. Ma di cosa si tratta? La casa di comunità, un progetto contenuto sia nel PNRR che nella riforma sanitaria regionale, rappresenta un presidio sanitario territoriale. Nelle case di comunità opereranno team multidisciplinari composti da medici di medicina generale, pediatri, infermieri di comunità e di famiglia, specialisti ma anche assistenti sociali. Saranno un punto di riferimento per i malati cronici e costituiranno il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie. Se la pandemia ha insegnato qualcosa è che nella nostra Regione c’è una grande mancanza di sanità territoriale. “Le case di comunità -afferma il sindaco Yuri Santagostino-, anche se andrà ben verificato come si intenderà procedere per la loro reale efficacia, rappresentano nelle intenzioni un presidio fondamentale proprio per i territori ed è un bene che il nostro Comune sia stato scelto. Questa scelta ci permetterà finalmente anche di recuperare il bene confiscato di via Vanzago con una funzione sociale e aperta a tutto il territorio”.

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