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Angelo Cipriani

Certo che è proprio vero che “chi ferisce di spada di spada perisce”. Sì, la nemesi storica a volte è terribilmente  impietosa e colpisce nel momento in cui mai ci si sarebbe immaginato. E già. Succede infatti che gli ex amministratori si ritrovano a restituire all’erario 5.800 euro che avevano percepito in più e non dovuti nel corso del loro mandato. Il che mal si concilia con la mozione (è in discussione lunedì 29) presentata dall’ex sindaco Angelo Cipriani e dall’ex assessore Elisabetta Alì del gruppo SiAmo Sedriano e Roveda volta a chiedere la riduzione dell’indennità degli attuali amministratori. Un paradosso per chi oggi reclama moderazione, pur avendo percepito emolumenti non dovuti. Sicuramente non è il migliore biglietto da visita per gli ex amministratori e ora consiglieri comunali pretendere morigeratezza dai nuovi inquilini del municipio al di là della bontà o meno della loro proposta. Ma capita quando si vestono con troppa sicumera i panni dei moralizzatori senza guardare in casa propria.

Un brutto scivolone su un tema che è stato il loro cavallo di battaglia e per di più andato in scena nel momento meno opportuno. E sì, perché non aiuta a dare il giusto risalto alla mozione laddove è evidenziato che l’importo per l’indennità è cresciuto di 40.000 euro rispetto a prima (gli assessori sono passati da 5 a 6) e gli assessori pensionati intascano il compenso pieno. A ogni modo gli ex amministratori sono rimasti vittima dello sforamento del patto di stabilità interno avvenuto nel 2017. Lo sforamento statuisce la riduzione dei compensi del 10% agli amministratori e il blocco delle assunzioni, ma non per l’organico della polizia locale. Nessuno allora si era accorto dell’obbligo, ma i nodi vengono sempre al pettine. Tuttavia al momento gli ex amministratori non hanno provveduto alla rifusione, ma la somma è già iscritta in bilancio.

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