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Massimiliana. Marazzini

Ricevo e pubblico questa nota del centrodestra sulla drammatica situazione delle donne afghane a seguito alla proclamazione dell’emirato islamico. Dalle donne giornaliste alle donne comuni, quelle che a fatica si sono fatte strada nel mondo del lavoro, dello sport, della cultura e anche della politica. L’inferno talebano e la proclamazione dell’emirato islamico -commenta Massimiliana Marazzini– rappresentano la fine di tutto questo, il crollo della speranza di avere una vita normale. Il mio pensiero da donna, che si è realizzata professionalmente in un occidente libero e in una democrazia come la nostra e che si accinge a candidarsi alla guida della propria comunità, non può che andare in primis alle donne e alle bambine afghane. Impossibile non provare anche rabbia anche per l’atteggiamento degli Stati Uniti e di un presidente che di fatto in diretta mondiale se n’è lavato le mani. Questo senza rispetto anche per i nostri connazionali che hanno perso la vita durante i vent’anni di questa missione. Sono vicina con il cuore a tutte queste donne e bambine, vittime innocenti della legge islamica, di una cultura che considera la donna come un oggetto privo di diritti. Un balzo nel Medioevo -conclude Marazzini– che non possiamo e non dobbiamo accettare passivamente. Chiedo all’amministrazione comunale di Sedriano di esporre le bandiere istituzionali a mezz’asta in segno di solidarietà verso il popolo afghano”.

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