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Le elezioni in autunno sono di per sé anomale in un panorama normale, ma se poi sono gravate dalla pandemia è molto complicato orientarsi e fare pronostici. Anzitutto è difficilissimo stimare il numero degli elettori che si recherà alle urne e non è un dettaglio irrilevante, anzi è decisivo ai fini dell’esito del voto. Certo a Sedriano nelle ultime sessioni gli elettori non si sono riversati in massa (nel 2009 su 8.679 elettori i votanti sono stati 6.590, nel 2015 su 9.155 elettori i votanti sono stati appena 5.450), ma se stavolta, complice l’emergenza, dovessero essere  circa 5.000  o anche meno le sorprese potrebbero scompaginare ogni previsione. Tuttavia una percentuale bassa rende plausibile l’ipotesi che a votare vadano i cittadini che conoscono in qualche modo la realtà, i candidati con i loro curriculum e le forze politiche.

E in questo caso “l’usato sicuro”, cioè l’esperienza e la capacità in materia amministrativa, è fortemente avvantaggiato, perché gli elettori in un momento così carico di incertezza e smarrimento è probabile che preferiscano affidarsi a chi è sulla scena politico-amministrativa per così dire da sempre e dà perciò più garanzie e costituisce un punto di riferimento certo. Il “nuovo” in queste condizione date non sembra granché spendibile. Ma da chi è rappresentato”l’usato sicuro”? Non certo dal sindaco uscente Angelo Cipriani che rispetto a Marco Re e Alfredo Celeste è un new entry così come per esperienza sul campo sono Massimiliana Marazzini e Ivan Biondi. Re e Celeste sono infatti gli unici candidati che da decenni sono in pista e ben conosciuti dagli elettori. Sarà allora uno dei due ad avere più chance  per vincere la partita elettorale? Chissà, il responso, come sempre, saranno le urne a darlo.

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