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Gli ultimi 2 mesi o poco più dell’amministrazione Cipriani stanno diventando un tormentone per la comunità. Infatti la ventilata volontà di realizzare il polo scolastico nel parco di via Fagnani ha scatenato la reazione delle forze politiche, che non riescono a capacitarsi della scelta in un’area così importante e strategica per la vivibilità cittadina e per di più a fine legislatura. Un’operazione già discutibile per la localizzazione e per l’effettiva necessità, ma se poi progettata quando sta per essere eletta una nuova amministrazione appare come un disperato tentativo di catturare consensi. Intanto questa nota che ricevo e pubblico la lista Marco Re – Vince Sedriano  contesta il progetto. Cipriani ha comunicato l’intento di realizzare il nuovo polo scolastico sull’area del parco di via Fagnani.

La scelta ha dell’incredibile. Perché eliminare il parco più grande e più bello del paese? Per giunta per un’opera del costo stimato di 21 milioni di euro, che quindi non si realizzerà mai. C’è il rischio però, se vincerà Cipriani, che utilizzerà i pochi soldi che riuscirà a racimolare per iniziare la devastazione del parco, con la stessa determinazione con la quale ha portato avanti e sta portando avanti altre scelte molto discutibili. L’edificio proposto assomiglia ad un aeroporto: è un ecomostro. Noi diciamo a Cipriani: giù le mani dal parco. Nella prima settimana di settembre vogliamo organizzare come Lista Marco Re – Vince Sedriano una manifestazione nel parco per dirlo ad alta voce a tutta la popolazione. E poi siamo convinti che la scelta del polo scolastico sia una scelta giusta e positiva per la nostra comunità? Premesso che Cipriani lancia un’opera di questo tipo, per la quale ha già speso 100.000 euro di studio di fattibilità, mentre non ha detto quali sono le ragioni del nuovo polo, se non il fatto che le scuole esistenti necessitano di interventi manutentivi e che occorrono nuovi laboratori. Improvvisamente per Cipriani tutti e quattro i plessi scolastici esistenti sono da dismettere. Non abbiamo notizia né di argomentazioni tecniche né uno studio sull’andamento futuro della popolazione scolastica. Le scuole del nostro paese si trovano all’interno del centro abitato e sono ben accessibili dalla popolazione. Sono tutte dotate di ampi spazi verdi all’aperto. Come è di tutta evidenza nel progetto di Cipriani, in rapporto alla quantità degli alunni, le scuole concentrate nell’area del parco avrebbero a disposizione molto meno spazio rispetto agli spazi verdi presenti nelle attuali scuole. L’area del nuovo polo dovrebbe essere dotata di aree a parcheggio molto più grandi di quelle indicate e che servirebbero solo per mezz’ora al giorno: il tempo dell’accompagnamento degli alunni. Per portarvi gli alunni bisognerebbe organizzare un servizio scuolabus importante, quando invece la giunta Cipriani ha soppresso questo servizio. La logica della concentrazione in un unico polo è l’esatto contrario di quello che bisognerebbe fare per la scuola dell’obbligo. Questa logica ha senso per le scuole superiori o per i campus universitari, laddove gli alunni-utenti sono sparsi su un territorio vasto e vi è la necessità di prevedere un unico punto di arrivo per le linee di trasporto pubblico dedicate agli alunni. Invece la scuola dell’obbligo, che è frequentata da tutti gli i bambini e i ragazzi del paese, è una scuola di “prossimità”. Deve essere il più possibile vicina alle residenze, possibilmente accessibile anche a piedi. Togliere le scuole dal centro comporterebbe poi anche un altro danno. Le scuole portano vitalità, portano indotto (cartolerie, bar, gelaterie…). Sopprimerle sarebbe un altro grave danno per il nostro centro e per i commercianti, dopo le scelte inopportune già compiute in tema di viabilità. Che si vuole fare delle palestre annesse alle scuole, palestre che vengono usate sia dalla scuola che dalle associazioni sportive in orario extrascolastico? E del centro cottura l’Astronave, una struttura d’avanguardia dove si preparano i pasti per tutte le scuole del paese? Sopprimere anche queste?

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