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Le finanze del Comune non se la passano molto, come il consiglio comunale del 3 agosto metterà in evidenza e sotto gli occhi di tutti. Ma gli attuali inquilini del municipio, da bravi illusionisti immemori del disavanzo, promettono opere per milioni di euro come sarebbero necessari per esempio per realizzare il polo scolastico. Il guaio è che mentre danno in pasto all’opinione pubblica progetti straordinari, i consiglieri comunale d’opposizione, in quota Pd e Lega, anziché denunciare la situazione e informare i cittadini se ne stanno zitti zitti e addirittura si ricandidano nelle liste di riferimento. Ma si sa che ogni botte può dare il vino che ha. L’amministrazione Cipriani, stando al punto 7 dell’ordine del giorno, è obbligata a rimediare al disavanzo entro questa consiliatura. Al momento non essendo alla disponibilità pubblica i documenti (ce li hanno solo i consiglieri) non si conosce l’entità del disavanzo. Quel che è certo il punto in questione recita che il consiglio comunale è chiamato a “prendere atto della relazione del sindaco (perché non dell’assessore in materia?) sullo stato di attuazione del piano di rientro del disavanzo 2021” in base all’articolo 188 C. 1 del decreto legislativo 267/2000. Il titolo è già tutto un programma, poiché configurando una semplice presa d’atto non ipotizza discussione e approfondimenti. Ma, a parte le intenzioni degli amministratori che confidano sull’arcinota inerzia dell’opposizione, il decreto stabilisce che il disavanzo va ripianato non oltre la durata della consiliatura (scadrà l’11 ottobre prossimo se sarà confermata la data delle elezioni), contestualmente all’adozione di una delibera consiliare avente a oggetto il piano di rientro dal disavanzo nel quale siano individuati i provvedimenti necessari a ripristinare il pareggio. Il piano di rientro è sottoposto al parere del collegio dei revisori. Non è tutto. Ai fini del rientro possono essere utilizzate le economie di spesa e tutte le entrate, ad eccezione di quelle provenienti dall’assunzione di prestiti e di quelle con specifico vincolo di destinazione, nonché i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in conto capitale con riferimento a squilibri di parte capitale. Se le cose stanno così, bene che vada  tributi e tariffe sono destinati a rincarare per il disappunto dei cittadini/contribuenti.

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