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Il cambio di destinazione dell’area di via 1° Maggio non piace ai cittadini. Infatti, stando alla raccolta di firme promossa dalla lista Bareggio 2013, oltre 300 cittadini hanno firmato l’osservazione per chiedere all’amministrazione Colombo di destinare a servizi/verde pubblico attrezzato tutta l’area all’angolo tra via 1° Maggio e la Statale 11. L’area, circa 20.000 mq è stata ceduta al Comune da parte degli operatori che hanno realizzato gli edifici in via 1° Maggio nei primi anni 2000 e dal 2008 è stata destinata a servizi per la collettività (piscina). Nella proposta di variante generale di piano di governo del territorio (Pgt) la maggioranza vuole sacrificare quest’area restituendone circa un terzo agli operatori privati per edificare altre case che aggraverebbero il carico residenziale del quartiere, già densamente abitato e con scarsi servizi, togliendo un importante spazio oggi utilizzato come area di svago e riducendo le aree disponibili per la realizzazione di servizi pubblici e attrezzature collettive sia per il quartiere che per tutto il paese. I cittadini che sostengono l’osservazione non sono solo i residenti del quartiere interessato ma anche coloro che colgono l’importanza di preservare le aree del paese del paese destinate a servizi tanto più considerato che si tratta di un’area di proprietà pubblica. «Diverse persone -commenta Barbara Pinzan del Comitato Bareggio 2013– ci hanno comunicato la loro delusione per la scelta di edificare altre case nell’area a partire da chi ha apprezzato negli anni passati le iniziative intraprese dall’amministrazione comunale sul pratone di via 1° Maggio come lo street food o la color run». «Con i nostri gazebo abbiamo voluto dare anzitutto -affermano Max Ravelli e Monica Gibillini della lista civica Bareggio 2013– un’informazione ai cittadini che, dopo la fase della valutazione ambientale strategica della variante generale di Pgt, non conoscevano la fase in cui si trova il percorso della variante. L’assenza di informazione sulla scadenza del 7 agosto per presentare osservazioni non va certo nella direzione di voler coinvolgere i cittadini per scelte che cambieranno il destino del nostro paese».

 

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