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Franco Castrria
Comunicazioni ufficiali non ce ne sono,  ma da quel che circola in paese Franco Castria si sarebbe dimesso dalla guida di Villa Arcadia. Certo è che sul sito della Rsa non c’è alcuna notizia dell’eventuale gesto, anzi campeggia la foto di Castria a conferma semmai che tutto è uguale a prima, in municipio non ne sanno niente e dalla struttura non filtra nulla di ufficiale. Un riserbo totale, ma perché? Da indiscrezioni Castria avrebbe con una lettera consegnata in busta chiusa a ciascun lavoratore, circa 132 fra dipendenti e soci lavoratori, ufficializzato le dimissioni dalla presidenza del consiglio direttivo della struttura. Un atto – semprechè avvenuto- che suggellerebbe dunque la fine di più di 30 anni di “regno” incontrastato di Castria, artefice insieme ad altri della nascita in via Cadorna del complesso sanitario-assistenziale. Una decisione che forse Castria meditava da tempo e che magari aspettava l’occasione giusta per formalizzare.

E il momento sarebbe arrivato con l’esplosione della pandemia che ha ridotto drasticamente gli ospiti sia quelli stabili (da 102 a 70 circa) che quelli del centro diurno completamente o quasi azzerati. Il che ha finito per causare serie criticità, ovvero sofferenze di cassa per le inevitabili diminuite entrate e liquidità ridotta a cui si sono aggiunti gli onerosi investimenti per l’apertura di due strutture a Matera e Ginosa (Ta). Troppo evidentemente per le forze di Castria, che gravato da 78 primavere e da acciacchi connessi all’età avrebbe preferito farsi da parte per lasciare a energie nuove l’incombenza di rimettere in sesto conti e gestione. Tuttavia, se uscita di scena c’è stata, mal si concilia con il personaggio che in questi anni si è distinto per spirito battagliero, tenacia, abilità e decisionismo. Da qui il sospetto che le eventuali dimissioni sia state date solamente per prendere tempo al fine di mettere a punto una strategia efficace per uscire dall’impasse. Quale? Un aumento di capitale, coinvolgimento diretto dei soci lavoratori per ripianare le perdite chissà… Ma c’è chi dice che le supposte dimissioni sarebbero solo il primo atto di una vicenda destinata a riservare risvolti sorprendenti. Intanto l’eredità sarebbe stata raccolta da Daniela Morlacchi.

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