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Le forze del centrodestra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) sono tornate a riunirsi, dopo il diktat dei vertici provinciali e regionali del Carroccio su Alfredo Celeste, reo a quel che si dice negli ambienti leghisti locali di essersi confrontato con la coalizione nel modo sbagliato. Ma il motivo vero e inconfessato è che forse la Lega essendo nel frattempo cambiato lo scenario politico nazionale preferisce un candidato leghista doc per riaffermare la propria identità. L’incontro è valso a ridefinire i criteri per la scelta del candidato sindaco dopo la rinuncia di Celeste di accettare l’investitura che gli era stata offerta dallo stesso centrodestra. Le tre forze – da quanto trapelato – hanno convenuto che il candidato debba avere significativa esperienza amministrativa pregressa (assessore o sindaco), si dedichi a tempo pieno alla vita amministrativa e sia conosciuto e apprezzato dalla popolazione. Se questo dovesse essere l’identikit tracciato non si faticherebbe a capire che riporta al punto di partenza, ovvero al candidato che già c’era. Il rimosso – per dirla con Freud – torna sempre in un modo o nell’altro a dispetto delle apparenti certezze. Del resto in un paese di 12.300 abitanti non è che abbondino frotte di candidati con simili requisiti.

Ma, al di là dei tatticismi e dei desideri inconfessati, basta andare in giro per Sedriano per sentir dire dalla gente, che si riconosce nel centrodestra, che vuole Alfredo Celeste come candidato dello schieramento. Ed è singolare che la Lega, contraddicendo clamorosamente la sua vocazione territoriale, sostenga coi suoi vertici provinciali e regionali (che conoscenza hanno del territorio?), che la candidatura di Celeste è divisiva quando è il territorio stesso a reclamarla. “La gente -afferma una fonte di Forza Italia che vuole restare anonima- vuole Celeste e certamente non si possono fare scelte che vadano in direzione contraria. Se si fanno sempre le stesse cose, vedi Vittuone, è inevitabile che i risultati non siano diversi. Bisogna invece ascoltare il territorio e procedere conseguentemente, altrimenti si genera delusione e scontento negli elettori con gli immaginabili risultati”. Intanto i tre partner si sono dati appuntamento fra 15 giorni e per quella data le tensioni di questi giorni plausibilmente decanteranno e si tornerà a ragionare a mente sgombra da perturbazioni. 

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