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L’ironia caustica di Sinistra di Sedriano è un riconosciuto marchio di fabbrica, ma quando nel suo mirino finisce il malcapitato primo cittadino tocca corde sublimi. Infatti in questa nota che ricevo e pubblico si compiace di canzonare il sindaco Angelo Cipriani, reo si suoi occhi di azioni politico-amministrative surreali. “C’era una volta… un Comune insonnolito, amministrato da una persona importante, ma con attitudini e inclinazioni bizzarre. Una originalità tale da sbalordire chiunque per le ardite soluzioni adottate, specie in materia viabilistica. Un pioniere con un talento così innovativo che solo i posteri riusciranno, forse, un giorno, ad apprezzare. Ad esempio… la via De Nicola, strada centralissima, interessata da un notevole e caotico andirivieni di pedoni, dovuto alla densità abitativa fra le più alte del pianeta sarà coinvolta, a sua insaputa, in una rivoluzionaria sperimentazione. Il marciapiede, lato nord, lieviterà fino a raggiungere i 3 metri di larghezza, in un tratto addirittura di 3,56. Una dimensione importante e adeguata, appunto, alle evidenti necessità.

Non è una cosa nuova però, perché è già più volte accaduto che i marciapiedi si estendessero e si dilatassero per incomprensibili logiche. Si è pensato, inizialmente, che l’ampiezza fosse giustificata dalla presenza di fioriere, a lui tanto care, che ingentilissero questo neo boulevard, questa avenida, questo novello corso De Nicola. Invece niente. Anche il marciapiede, lato sud, accrescerà le sue attuali misure; fino ad un ‘modesto’ 1,50 m. e, solo da via Don Sturzo a via Colombo; mentre invece, nel senso opposto, cioè da via Don Sturzo a via Matteotti, varia dagli iniziali 2,22 m. fino ad arrivare, all’intersezione, al metro. Il tutto per mantenere inalterato il calibro della strada previsto in 3,95 m. Il tappeto superficiale di entrambi i marciapiedi sarà realizzato in dozzinale asfalto, neppure drenante per migliorarne la fruibilità e tanto meno per motivi ambientali. In ragione dell’abnorme sviluppo dei marciapiedi la via diventerà a senso unico di marcia. Che ci siano delle priorità in tutte le cose è ovvio, meno ovvio sono le scelte di questo incontrastato signore. Le sue preferenze, si vocifera fossero gli orti, ove possibile recinzioni, viali alberati preferibilmente senza alberi, buche disseminate ovunque, transenne permanenti, monumenti fantasma ed altro. Tutto questo sostenuto da una considerevole inclinazione per le frottole, ripetute senza interruzione in ogni circostanza ed in ogni sede. Ma, come in tutte le storie, c’è un finale; questo a lieto fine: Perché un bel giorno questo importante signore perse la strada che l’aveva condotto fin lì e, di lui non si seppe più nulla. Dal nulla venne e nel nulla scomparve. Di lui nessuno parlò più e nessuno lo rimpianse; così tutti vissero felici e contenti”.

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