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Chiesetta di sant’Apollinare

Il restauro della chiesa di sant’Apollinare, che si staglia in fondo a Piazza Libertà, è una realtà a portata di mano. Infatti la parrocchia sulla scia del contributo a fondo perduto della Regione Lombardia è pronta a mettere mano ai lavori. Il via all’intervento, avendo ricevuto il parere positivo del consiglio affari della parrocchia e della curia arcivescovile, è previsto per marzo prossimo. La conferma è arrivata dal parroco monsignor Fabio Turba. Ecco la relazione dell’ingegner Emilio Stucchi e dell’architetto Massimo Castiglioni. L’antica chiesetta di Santa Maria, in seguito sotto il titolo di Sant’Apollinare, è conosciuta oggi come oratorio di sant’Apollinare, risale al XII secolo. La stessa è stata oggetto nel 1965 di un intervento sull’esterno, che ha alterato le originali linee del periodo medioevale, conferendole l’attuale aspetto neo romanico-gotico. Nel 1998, con la revisione della copertura, si sono eliminate le infiltrazioni che stavano compromettendo il soffitto ligneo.

Nel 1999, su incarico dell’allora Ministero dei beni culturali, furono affidate alla restauratrice Gabriella Mantovani e alla T.S.A. di Padova rispettivamente la campagna di saggi stratigrafici e le indagini microanalitiche per studiare lo stato delle pitture quattrocentesche e delle finiture antiche coperte da pitture a tempera esistenti sulla parete sud. Gli interventi qui proposti, attinenti unicamente l’interno della chiesa, comportano il restauro dell’apparato decorativo e degli affreschi presenti sulla parete sud, il ripristino degli intonaci compromessi dall’umidità con la rimozione dei rappezzi con intonaci cementizi laddove presenti e una campagna di indagini stratigrafiche sulle altre pareti, il restauro del soffitto ligneo e della pavimentazione, nonché l’eliminazione della grotta della Madonna di Lourdes, posizionata sulla parete sud. La Grotta della Madonna di Lourdes è collocata, si pensa, nel luogo dell’antico altare di sant’Apollinare, essendo questa l’unica cappella esistente nella chiesetta, a sinistra della raffigurazione quattrocentesca coi santi Antonio, Giovanni Battista e Caterina. La campagna d’indagini condotta nel 1999 ha scoperto i frammenti di una decorazione a finte colonne scanalate e specchiature a finto marmo risalenti probabilmente al XVI secolo. L’intervento si propone di ripristinare l’assetto primitivo della cappella, smontando le pietre e recuperando l’apparato decorativo originale (intonaci ed eventuali decorazioni). La chiesetta è dotata di un impianto di riscaldamento ad aria, con un generatore alimentato a gas. L’impianto è in condizioni precarie e per di più non idoneo alla conservazione dei preziosi affreschi oggetto di restauro. Si procederà pertanto alla rimozione del generatore, quale premessa a una futura installazione di un nuovo impianto della tipologia a pedane radianti. Il costo del progetto di restauro, qui sommariamente esposto, assomma a totali circa 115.000 euro sui quali la Regione interverrà con un contributo già assegnato di 57.000 euro, nell’ambito del bando 2019-2020 per la valorizzazione dei beni culturali di proprietà degli enti ecclesiastici. L’inizio dei lavori è previsto per il mese di marzo 2021, con la loro conclusione entro la fine dell’anno così come contemplato dal bando regionale.

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