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Il poeta cornaredese Gianfranco Brusasca in occasione della festa patronale è stato premiato con la prestigiosa benemerenza civica “Corniolo d’oro 2020”. Ecco il suo intervento di ringraziamento per il premio ricevuto. Ringrazio la comunità di Cornaredo con la sua amministrazione pubblica, compresi quei cittadini che, generosamente, hanno pensato di proporre la mia candidatura per questo prezioso dono del “Corniolo d’Oro 2020” nella sua 10.ma edizione. Un riconoscimento che non voglio immaginarlo riferito esclusivamente alla mia persona, ma, piuttosto, pensato ed attribuito alla poesia in sé per quanto essa sia estremamente capace di farci crescere nella sfera del sensibile e non di abbrutirci – nei momenti più dolci e sereni, ma anche in quelli più complessi e travagliati della vita sociale e personale di ognuno di noi. Abbiamo tantissimo bisogno di bellezza della parola poetica che sia splendida, certamente, ma che, nello stesso tempo, abbia in sé la forza spirituale comunicativa di indurre alla meditazione.

Per spostare lo sguardo, per esplorare nuove visioni nell’orientarsi di fare scelte per cose fattibili e di utilità in un mondo estremamente velocizzato che pare chiudere al tempo della riflessione personale diventando preda di interessi disfacenti. Ecco perché la poesia, nelle mie più intime convinzioni, non è nata per essere delegata a raccontare o narrare la realtà fine a sé stessa, ma si è distinta nell’interpretare la realtà dei sentimenti, sforzandosi di “guardare aldilà della nebbia”, laddove il percepire la realtà in divenire significa (in sinergia con tutti i nostri sensi) stimolare, sul piano estetico (o gusto dir si voglia) ancorché su quello affettivo, sollecitazioni tali da suscitare forti emozioni, anche irrazionali, del nostro ”sentire” il quotidiano. D’altra parte, debbo confessare che mi sono sempre chiesto chi sono i poeti…dove nascono… dove vivono e come vivono, i poeti… quando scrivono… e perché scrivono in un certo modo, i poeti… non si sa bene! La risposta che mi sono dato é che tutto appare come un mistero come misteriosa è la vita… il suo nascere con il divenire di ognuno di noi… ed il suo terminare. Sant’Agostino d’Ippona (354 – 430 d.C.) – massimo pensatore cristiano del primo millennio- che nel 382 d.C. venne a Milano a conoscere e ad ascoltare le predicazioni di sant’Ambrogio, nelle sue famose Confessioni ebbe a scrivere che “è dai versi e dalla poesia che traggo un vero nutrimento”. Debbo confessare che mi ritrovo pienamente in queste affermazioni di Sant’Agostino… e come non ritrovarsi… perché c’è una verità che dobbiamo riconoscere, quella che, nella vita di tutti i giorni, il nostro vivere quotidiano trae la sua forza di vivere dal fatto che siamo individui cioè esseri indivisi cioè esseri costituiti da materia e di spirito. L’una (la materia) non può sussistere senza l’altro (lo spirito) se non in una sorta di osmosi laddove il continuo scambio ed integrazione d’influenze reciproche sancisce la loro indivisibilità “come se si potesse pensare di cogliere un fiore senza turbare una stella… cosi come se pensassimo che la notte non avesse il bisogno di diventare giorno per ridiventare notte, altrimenti noi non saremmo”. Quindi, se la “poesia è vero nutrimento” – come riconosce sant’Agostino – allora non possiamo disconoscere che la poesia è parola che si fa puro spirito e come tale capace di “irrobustire”, cioè di fortificare, rinvigorire, tonificare il “contenitore” dello spirito stesso che è la materia. Ciò che voglio significare è che l’allenamento assiduo e costante all’ars poetica costituisce, innegabilmente, uno dei più potenti esercizi spirituali di cui gli individui, di ogni età e condizione sociale, a qualsiasi latitudine del nostro pianeta, avvertono di averne bisogno perché capace di fornire risposte sentimentali alle nostre necessità più nascoste e definitive e, quindi, contribuire a fare chiarezza sui limiti dell’uomo. Quando, in qualsiasi comunità planetaria, l’attività percettiva della visione poetica, applicata allo stato del vivere e del suo divenire, non riuscisse a convertire il “sogno” in comunicazione di bellezza, ma anche di utilità, uscendo dalla “casa chiusa”, solo allora verrebbe ad indebolirsi il senso emozionale della vita e la sua autentica forza per contribuire a migliorare il mondo non escludendo processi concreti di innovazione allorquando il miglioramento stesso non corrispondesse più ad elementi di fattibilità. Come dire che, se una forza energetica di grande respiro non trovasse la sua giusta collocazione, della quale lo spirito umano ha bisogno, è come se la luce del “sole” si spegnesse poco a poco fino a mancare. Solo allora il “buio perenne” vincerebbe e le “tenebre” ci sommergerebbero! Poi, meditando ancora sui poeti, mi viene da pensare a loro come esseri un po’ misteriosi… come i folletti che popolano i boschi delle nostre favolose montagne o che vagano per le nebbiose magie delle nostre mitiche brughiere…che non si sa bene dove vivono…ma vivono qua e là…andando lungo le dorate sabbie dei nostri ineguagliabili mari… costeggiando i fiumi lucenti e sonnolenti delle nostre verdi e assolate pianure o muovendosi per sentieri ombrosi e silenti lungo le rive dei nostri romantici laghi…liberi…ma sempre operando a vantaggio dell’uomo. Specialmente, quando il vivere si fa incivile, la poesia ricompare con tutta la sua forza di spinta emozionale per esorcizzare morte e dolori La poesia, per quanto io l’abbia avvicinata ed espressa, continuando a praticarla con deferenza ed umiltà, è una delle massime espressioni dell’animo umano, fonte preziosa di rigenerazione dello spirito, capace sempre di scuotere le coscienze e ad animare i sentimenti più nascosti quale quello fondamentale dell’amore, nel senso più elevato del termine, e altri stati d’animo a esso correlati.

L’Amore,
la Libertà, la Vita, la Felicità,
di questi io sento
 fortissimamente il bisogno,
dell’Amore che mi dà la Libertà
della Libertà che mi dà la Vita
 della Vita che mi rende felice di viverla.
Se tutto ciò che attrae è Amore
 e se la Poesia è Amore rivelato
 allora essa Poesia,
nella sua vasta Mondialità,
diventa un grande atto
di Pace realizzato
 a vantaggio dell’Uomo
per comprendere i propri limiti
ed a rispettarli. Senza i limiti
le passioni sono brevi
ed opache!
Ancora di più, per me,
la Poesia è il modo più sublime
di entrare in contatto con Dio
ed il Suo Creato.
Gianfranco Brusasca
(7-9-2020)

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