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Il sagrato della chiesa Madonna Pellegrina è ora uno spazio aperto e radicalmente rinnovato.  Intanto domenica scorsa è andata in scena l’inaugurazione del nuovo sagrato, che è stato intitolato a monsignor Alessandro MaggioliniL’elemento preponderante del progetto, come scrive l’architetto Roberto Altini nella relazione, è il percorso pedonale che inizia dalla via Novara, asse viario che divide in due parti il territorio di San Martino e termina all’ingresso della chiesa. Da questa considerazione si è partiti per evidenziare la composizione di tre aree distinte, che a loro volta generano altrettanti intervalli fisico-spaziali connessi, ma con funzioni differenti. 

1) Il primo inizia dall’ingresso di via Novara e termina nel punto in cui interseca il percorso di servizio per l’oratorio ed è formato dallo spazio fisico delimitato dalle due aiuole poste a ridosso della via Novara. Il proposito progettuale è di attribuire a questo spazio il ruolo di mitigazione ambientale tra quello pubblico di via Novara da quello privato e consacrato della parrocchia. 
2) Il secondo ha un ruolo esclusivamente di servizio ed è costituito dal percorso trasversale che inizia dalla via Vittorio Veneto ed è riservato ai mezzi di trasporto e di servizio cui potranno accedere all’oratorio e agli spazi interni della parrocchia. 
3) Il terzo ha un ruolo di carattere emotivo. Esso è fondamentalmente riservato alla preparazione spirituale dei fedeli e alla sosta dei medesimi prima e dopo le funzioni religiose. L’ingresso in questo luogo più espressivo che funge da cerniera tra il dentro e il fuori come spazio fisico, il cui limite è ben visibile con l’ausilio della “soglia” in granito grezzo e dalla presenza di doppia coppia di setti in cemento e graniglia, con finitura martellinata, la cui altezza è pari al portale della chiesa. A delimitare ulteriormente questo spazio ai lati vi sono due aiuole. In sezione, il percorso principale dalla via Novara sino alla soglia è caratterizzato dall’andamento in discesa, agevole, nel corso del quale si percepisce il senso dell’accoglienza. Dalla soglia all’ingresso della chiesa l’andamento è al contrario in leggera salita così da rappresentare il senso del dovere, poiché meritare il perdono, è fatica.
Il progetto: simboli applicati 
Gli elementi di progetto cui è stato fatto riferimento sono i seguenti: 
l’atrio nella casa antica era il cortile, ora vale come ingresso porticato di un edificio.
La “soglia” poiché simboleggia la porta del cielo e l’atrio della casa del Signore. 
I “setti” che rappresentano i quattro evangelisti e stabiliscono il punto spaziale più espressivo del sagrato quale ingresso al luogo consacrato, all’accoglienza, alla preparazione spirituale. 
Le “linee oblique” simbolo dei corsi d’acqua (ricchi nel nostro territorio) fittizie e presenti all’interno della chiesa rappresentati dalle “sponde” collocate alle pareti laterali. Questi manufatti che all’interno celano le apparecchiature dei corpi illuminanti servono per proiettare la luce artificiale al soffitto e per illuminare la via crucis posta nella parte laterale inferiore della chiesa. 
Copertura obliqua (carena). Il progettista della chiesa monsignor don Villa nella sua relazione di progetto faceva riferimento alla nave rovesciata per la parte superiore della copertura. 
Il cerchio nel quadrato: il quadrato è il simbolo dell’ordine e della terra, il cerchio è il simbolo del cielo e della perfezione divina. La figura rappresentata nel progetto all’ingresso del terzo intervallo determina la contrapposizione tra cielo e terra, tra ragione e sentimento, tra durezza e tenerezza. 
Sagrato: è lo spazio consacrato avente funzione di cerniera tra sacro e profano, tra chiesa e mondo, tra luogo di celebrazione e vita quotidiana.

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