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Giancarlo Lonati

Ricevo e pubblico questa nota dell’ex sindaco Giancarlo Lonati sulle misure assunte nell’ultima seduta consiliare. “A volte si assiste a rappresentazioni quasi surreali, oggi si mette in scena il futuro di molti cittadini, dove le parti in commedia sono più di una e si tende ad evidenziare quello che più fa comodo, quello che riveste un maggiore interesse per chi governa. L’argomento ad oggetto sono gli equilibri di bilancio ed il suo assestamento, che dal punto di vista formale contabile risulta ineccepibile, come da ragionieri contabili ci si limita a “far tornare i conti” perdendo di vista un aspetto fondamentale di un amministratore pubblico, che è quello di creare le condizioni di investimento affinché i cittadini trovino beneficio reale e duraturo. Ciò si evidenzia in almeno 4 punti degli argomenti presentati e posti in votazione nel consiglio comunale del 30 luglio. La prima di circa 7000€, che risultano una sorta di “regalia” nei confronti della scuola. La contrarietà non sta nel fatto che nel piano al diritto allo studio vengano aggiunti dei contributi, ma quanto meno si dovrebbero contestualizzare, definendo uno o più progetti in cui l’amministrazione comunale intende investire a favore degli studenti, chiedendo poi un serio riscontro sulle spese, mentre in questo caso non se ne fa nessuna menzione, ma semplicemente si aumenta il contributo senza condizioni.
La seconda è una variazione di bilancio per un contributo statale per circa 600.000€, che vengono banalmente posizionati nel fondo di riserva, senza neppure un minimo di progettualità, perché se è vero che in parte dovrebbero compensare i mancati introiti di servizi, sanzioni codice strada, forse frutto di una sovrastimata previsione, centro estivo ecc…, sicuramente in buona parte potevano servire ad alleviare difficoltà dovute alla condizione economica precaria di numerosi cittadini. La terza sono i contributi stanziati per il buono famiglia, ma se da un parte si evidenzia con enfasi, che l’amministrazione comunale ha investito 120.000€ di soldi dei cittadini locali per aiutare chi è in difficoltà, dall’altra si dice che per elargire questi contributi, si è fatto ricorso al “metodo regionale” , che fa diminuire a soli 40.000€ i contributi dati, perché cosi facendo si sono eliminati i richiedenti “abusivi”che approfittano di questi contributi o che lavorano in nero. Ma se così fosse, si vuol paventare forse che buona parte di chi si rivolge ai servizi sociali, lo fa senza averne il diritto? O siamo davanti a soluzioni a cui nessuno aveva pensato che permette di eliminare il nero e l’evasione fiscale? La quarta sono i 37000€ per la sostituzione dei corpi illuminanti sulle pubbliche vie, ma si dimentica di dire che da più di due anni non si sa nulla in merito al progetto sulla pubblica illuminazione che prevedeva il rifacimento totale degli impianti, la sostituzione di tutti i corpi illuminanti e un risparmio energetico ed economico che si può quantizzare in più di 100.000 €. Ci sono poi una serie di tematiche che vengono prorogate o posticipate di cui non se ne conoscono i contorni, il riferimento è a tutte quei bandi di gara che ancora non trovano la luce quali: il bando per la raccolta rifiuti, la pulizia stradale, il taglio del verde, il cimitero ecc…, argomenti che possono, se ben gestiti portare un grande valore aggiunto alla nostra comunità, siamo fiduciosi, speriamo… Il bilancio di una amministrazione dovrebbe rappresentare la trasposizione numerica di un progetto, il ricorso a continue variazione è spesso indice di confusione e poca avvedutezza progettuale. Ci sembra troppo semplicistico urlare contro il governo nazionale in merito alla sua supposta poca efficienza nell’affrontare tematiche legate all’aiuto di partite iva, commercianti ed artigiani, perché le difficoltà sono ora e urgenti. Secondo una perversa logica quasi che si potesse superare con un contributo, difficoltà di bilancio che trovano il loro radicamento in una congiuntura generale che da almeno 20 anni fa si che le nostre aziende trovino sempre più difficoltà a reggere un mercato così globalizzato e conseguentemente impedisce che il nostro PIL possa crescere con percentuali analoghe ai nostri partner europei. Mentre quando possiamo attivare politiche locali, se pur limitate, non facciamo investimenti necessari a migliorare ciò che serve al nostro sistema produttivo, ma ci limitiamo a poche iniziative prive di un progettualità e lungimiranza, ma soprattutto i trasferimenti li inviamo al fondo di riserva, quasi aspettando ulteriori difficoltà che hanno da arrivare più avanti, quasi in una logica di chi aspetta Godot. Se è giusto pretendere – e lo pretendiamo – dal governo centrale che sempre più le poste di bilancio debbano prendere la strada degli investimenti duraturi, della semplificazione burocratica, del dare inizio a tutte quelle opere pubbliche che da anni giacciono ferme, creando così un volano virtuoso per aziende e lavoratori, anche in ambito locale dobbiamo agire conseguentemente e far si che anche noi possiamo contribuire in modo forte a porre in essere tutti gli investimenti che ci vedono attori diretti, contribuendo così a migliorare la situazione economica del nostro paese. ”

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