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La decisione dell’amministrazione Cipriani di far cassa con la cessione di Villa Allavena ha scatenato in paese riflessioni, proposte di referendum e polemiche. L’ex sindaco Alfredo Celeste è intervenuto per chiarire con questa nota che ricevo e pubblico alcuni aspetti della vicenda. Nella ridda di voci e commenti che si accavallano sulla recente decisione della giunta municipale di mettere in svendita Villa Allavena (120.000 euro), per evitare il solito “refrain” che é “colpa della amministrazione precedente (leggasi “Celeste“), e anche per aver un minimo di chiarezza storica, riportiamo qui alcuni passaggi pubblici pregressi della mia amministrazione, datati 2012. Premesso che siamo rimasti delusi dalle mirabolanti e straordinarie promesse (mancate purtroppo) di ristrutturare la villa per circa 1.000.000 di euro, ricavato da un fondo Cariplo (?), proferite dal sig. Cipriani e dal sig. Buffagni (con tanto di video standard targato 5 Stelle) ecco qui come la pensavamo e volevamo agire all’epoca.
Dal consiglio comunale del 26 aprile 2012 punto nr. 1 all’ordine del giorno, passaggio delle dichiarazioni del sindaco Celeste: “… Invece il Pgt verrà approvato, adottato e approvato, e abbiamo nell’ambito del Pgt alcune situazioni dove immediatamente crediamo di mettere mano all’area ex Borletti dove finalmente quell’area così dismessa e degradata verrà recuperata e questo ci darà e creerà una conurbazione molto forte, soprattutto nella presenza dell’area polivalente con una condizione urbana molto forte e, soprattutto, darà molte risorse al nostro Comune che prevederà, quindi, la possibilità di intervenire sulla Villa Allavena…. che è stata un’eredità tragica ahimè, caro assessore Paolone, tragica perché è lì e allora abbiamo preso una decisione, l’eredità che ci avete lasciato: scuola, Villa Allavena, campo sportivo ecc. tante eredità carinissime, e allora tramite il Pgt avremo tante risorse per restaurare la villa alla grande, e per riuscire anche a fare della Villa Allavena una grande biblioteca. Mi pare che abbia detto le cose più essenziali ma altre verranno anche dopo.”… Inoltre un comunicato stampa che scaturiva dalle dichiarazioni pubbliche del consigliere Marco Re su Villa Allavena: non un bonus per il Comune, solo una perdita in denaro. “Un’amministrazione comunale decide di realizzare un piano integrato di intervento per riqualificare il tessuto urbanistico, edilizio e ambientale del proprio territorio, guadagnandoci tra l’altro oneri di urbanizzazione, cessione di aree standard e bonus aggiuntivi. Pagati gli oneri di urbanizzazione, gli operatori del piano integrato Stampini- Allavena dovevano perciò provvedere ad aggiungere un bonus adeguato e a cedere al Comune 2370 mq di aree standard. Ma il privato, in parcheggi e verde pubblico aveva realizzato solo 1.205 mq (di cui mq 888 destinati a parcheggio) quindi avrebbe dovuto monetizzare i mq che non aveva sviluppato (2370-1205 = 1165 mq), doveva cioè far pervenire nelle casse del Comune denaro sonante. Ma a questo punto, dalla mente dell’ex assessore Re e dell’allora sindaco Enrico Rigo viene escogitato un brillante stratagemma: Villa Allavena ha una superficie di 2.050 mq, aggiungendoli ai 1.205 mq già realizzati, capite bene che i mq di aree standard concessi diventano 3.255, cifra abbondantemente superiore a quanto richiesto. A prima vista può sembrare un affare, ma se guardiamo “dentro” bene ci accorgiamo che l’operatore non ha sborsato più nessun denaro sonante e ci ha rifilato un rudere di cui non si ha né una perizia circa il valore dell’edificio né copia dell’atto d’acquisto, documento con cui il privato ha comprato la Villa al proprietario, ne si è ricevuto alcun bonus aggiuntivo. Ci spieghi il consigliere Re il vantaggio acquisito prima di chiamare Villa Allavena occasione sprecata.” Ci fermiamo qui. Il valore della Villa all’epoca? Si può desumerlo con il parametro della cessione di standard (sic!) che, secondo le norme tecniche del tempo valeva 120 euro a mq ( con tutte le riserve e variazioni del caso). Quindi 120 per 2050= 246.000 euro…

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