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Stefano Zancanaro e Annamaria Restelli
L’amministrazione Zancanaro non molla ancora la presa, anche se il destino è  più che segnato. Infatti, nonostante che i 20 giorni da quando le minoranze abbiano chiesto la convocazione scadranno proprio dopodomani, non è stato né indetto il consiglio comunale, né tantomeno si è dimesso alcuno. Una strana e paradossale situazione, ma tant’è. Tuttavia, considerando che lunedì 4 è festa patronale, è possibile che in municipio abbiano pensato di rimandare a martedì 5 l’eventuale convocazione. Un’inutile iniziativa, se non per guadagnare qualche giorno di permanenza in municipio e indispettire le minoranze. Sì, perché i tentativi di recuperare nelle proprie file qualcuno dell’opposizione per superare lo scoglio dell’approvazione del bilancio è fallito miseramente. Del resto muoversi all’ultimo istante utile per salvare il salvabile non solo era improbabile, ma soprattutto carente di lungimiranza e visione strategica. Il che riflette plasticamente il modus operandi di questi anni dell’amministrazione comunale.
Non resta dunque che aspettare qualche giorno per vedere l’evoluzione della vicenda, non già nel suo esito finale, ma solo nelle modalità. Gli scenari possibili allo stato attuale non sono poi infiniti. O si dimette in massa l’ormai ex maggioranza, oppure solo il sindaco, o come si vocifera l’assessore Annamaria Restelli e il consigliere comunale Luigi Tunesi. L’alternativa è presentarsi in aula e farsi impallinare dagli avversari e uscire di scena con l’onta della sfiducia. In ogni caso la fine della legislatura appare inevitabile, poiché non potendo approvare il bilancio, essendo in perfetta parità (6 seggi contro 6), scatta in automatico il commissariamento del municipio. Una brutta e penosa conclusione.

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