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Stefano Zancanaro
Sembra una maledizione che puntualmente si abbatte sulle amministrazioni comunali di turno. Infatti sia la precedente amministrazione di centrosinistra, guidata da Fabrizio Bagini, che l’attuale nel segno del leghista Stefano Zancanaro, sono cadute a un anno dalla fine della legislatura. Ma, a parte l’identica durata, entrambe sono state colpite dal fuoco amico, seppure con modalità, effetti ed esiti differenti. Infatti Bagini, pur contando ancora in una maggioranza, ha preferito chiudere l’esperienza con propria decisione per non sottostare a condizionamenti e incursioni che trovava intollerabili. Il tutto era incominciato con la fronda messa in atto da Biagio Di Maio, dall'(ex) consigliere comunale Massimiliano Bianchi e dell'(ex) assessore Danilo Portaluppi  che di fatto reclamano il cambio della giunta e ruoli che potessero contare, anche se le motivazioni addotte erano d’ordine politico: metodi e partecipazione. La situazione quando sembrava recuperabile si è invece incancrenita da convincere Bagini a salutare tutti e tornare alla sua professione di medico.

Un gesto in linea con la sua visione politica, anche se la sua compagine sperava che tornasse sui suoi passi per completare il mandato. La curiosità è che i tre dissenti sono spariti dalla scena politica. Zancanaro si affondato da solo più che per colpa dei suoi stessi amici come si è precipitato a dire per assolversi. Infatti non hanno mai sgomitato per un posto al sole, bensì per rilanciare e dare slancio e incisività all’operato dell’amministrazione che ai loro occhi traccheggiava e non dava mai l’impressione di stare sul pezzo. Ma non essendo ascoltati si sono o dimessi o passati all’opposizione, senza poi contare la girandola di assessori ai lavori pubblici. E alla fine i nodi sono inesorabilmente venuti al pettine. Zancanaro si è ritrovato senza la metà dei consiglieri di maggioranza avendoli persi per strada e non gli è rimasto che dimettersi per non subire l’onta della sfiducia. Un epilogo malinconico e obbligato. Il suo è davvero un caso di scuola: è uscito di scena avendo concorso a far evaporare con le sue scelte o meglio non scelte la coalizione. 

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