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L’avventura dell’amministrazione Zancanaro stavolta sembra proprio giunta al capolinea. Sì, perché stamattina il consigliere comunale Giancarlo Bernacchi, come già da settimane si vociferava, si è dimesso. Un atto che, salvo colpi di scena, è destinato a certificare a breve la fine anzitempo della compagine, che governa Vittuone dal 2016. Un’inesorabile eventualità essendosi esaurita la lista dei non eletti a cui attingere per rimpiazzarlo. Infatti quella che era la maggioranza allo stato delle cose non ha più i numeri per garantirsi la sopravvivenza. Ora ci vuole un miracolo per non gettare la spugna. Non basterà la sostituzione del dimissionario consigliere Gianmarco Colombo con Natascia Portalupi, l’unica rimasta della lista dei non eletti, a salvare capra e cavoli. L’ingresso di Portalupi con l’escamotage della seconda convocazione del consiglio comunale per abbassare il quorum servirà alla maggioranza per pareggiare i seggi dell’opposizione (6 contro 6), ma non per approvare il bilancio.
L’ok all’esercizio è la condizione per non fare le valigie e commissariare il municipio, ma occorrono 7 voti per l’approvazione. Ci vorrebbe un transfuga… ma è un’eventualità più che surreale per quello che si è visto andare in scena in questi tormentati 4 anni. Del resto l’opposizione non aspettava altro per mandare al tappeto la compagine.  Con queste premesse l’uscita di scena di Zancanaro e sodali, salvo miracoli, è solo questione di qualche settimana. Doveva essere per Zancanaro una grande avventura volta -dal suo punto di vista-  a rilanciare il paese e ridargli nuova linfa, invece il sogno è finito malamente fra dimissioni, estromissioni forzate e con un bilancio di cose fatte modesto e deludente. La gestione della cosa pubblica richiede idee, visioni di ampio respiro, progettazione e non improvvisazioni che lasciano il tempo che trovano. Ma nelle corde degli attuali amministratori non c’erano queste qualità.

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