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La lista civica Bareggio 2013 vuole sapere di più sulla cava Bergamina. E ha presentato un’interrogazione per sollecitare chiarimenti sulla ripresa dell’attività estrattiva a seguito al subentro di un nuovo operatore.  E in questa nota che pubblico la lista spiega i motivi della sua presa di posizione. Nel bilancio di previsione dal 2020 al 2022 la giunta Colombo ha previsto tra le entrate 40.000 euro sul 2020 e 100.000 euro su ciascuno degli anni a seguire, 2021 e 2022. Si tratta dei proventi che la società autorizzata dalla Città Metropolitana dovrà versare al Comune per i metri cubi di materiale che estrae dalla cava in zona Cascina Bergamina: oltre 350.000 mc per la prima fase di escavazione e altri 425.000 per la seconda fase. L’attività estrattiva è dunque ripresa dopo il rinnovo, a maggio del 2017, della convenzione tra il cavatore e il Comune e l’autorizzazione rilasciata a novembre 2017 dalla Città Metropolitana. Tuttavia, mentre fino all’arrivo del sindaco Colombo c’era una commissione comunale ad hoc sulla cava, con l’attuale legislatura, iniziata a luglio 2018, la scelta della maggioranza (Lega e Forza Italia) è stata di non istituire alcuna commissione.
A ottobre 2018 la giunta ha approvato il subentro della società Cava di Bareggio Srl al posto della Cosmocal S.p.a. nella convenzione comunale. «Sono stato componente della commissione cava durante la legislatura Lonati -commenta Stefano Capitanio della Lista civica Bareggio 2013– con la commissione erano state svolte diverse attività tra cui il sopralluogo sull’area cava e l’analisi della convenzione attualmente in essere con il cavatore che pone a suo carico diversi obblighi. Ora vorremmo conoscere la situazione, considerato sia l’impatto ambientale sul territorio di questa attività, sia il fatto che è un tema di cui finora non si è parlato. È in gioco la tutela dell’ambiente del nostro territorio e anche se si tratta di questioni tecniche e complesse, meno ‘alla moda’ rispetto ad altri temi ambientali, non è meno importante. Per capire la portata dell’impatto dell’attività di escavazione sulla cava di Bareggio basta guardare una foto aerea della cava stessa». «Per saperne di più – commenta il consigliere comunale Monica Gibillini (Bareggio 2013)- ho presentato un’interrogazione al sindaco, che segue direttamente le politiche ambientali non avendole delegate agli assessori. Lo scopo dell’interrogazione è conoscere: se le attività di ripristino ambientale che il cavatore doveva realizzare prima di iniziare la nuova attività estrattiva sono state fatte, così come previsto dalla sentenza del Tribunale di Milano del 2014 se il cavatore ha consegnato al Comune il rilievo sullo stato di fatto esistente, prima di iniziare la nuova attività estrattiva se l’area di cava è stata delimitata se le garanzie fideiussorie previste in convenzione sono state depositate dal cavatore in Comune come si è organizzato il Comune per svolgere il compito che gli è proprio di vigilare sull’attività estrattiva se il Comune ha già avuto la disponibilità dal cavatore di sabbia e ghiaia secondo quanto indicato in convenzione quali interventi infrastrutturali e/o ambientali ha in programma la giunta sulle aree interessate dall’escavazione. La richiesta è di discutere l’interrogazione nel Consiglio comunale calendarizzato per il 27 febbraio. Tuttavia, il presidente del consiglio comunale, Angelo Cozzi, ha comunicato che la seduta del consiglio di febbraio non si svolgerà. Attendiamo fiduciosi le risposte del sindaco».

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