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Le liste civiche Bareggio nel cuore e Gente di Bareggio hanno presentato una mozione per impegnare sindaco e giunta a rendere omaggio alla memoria di Paola Bonzi, fondatrice alla Mangiagalli del Centro aiuto alla vita (Cav). L’intento è che si faccia memoria della fondatrice del Cav con un gesto pubblico organizzato con le associazioni e le commissioni famiglia delle parrocchie, in occasione della Giornata della Vita che si terrà febbraio 2020. Ma ci si impegni anche a intitolare una via o un luogo pubblico alla figura di Paola Bonzi, fondatrice del Centro aiuto alla vita di Milano. Del resto a Bareggio ogni anno, in occasione della festa della vita la prima domenica di febbraio, le associazioni locali e le parrocchie promuovono numerosi eventi. Le liste, ritenendo la tutela della vita, in tutti i suoi momenti, un valore assoluto da sostenere, reputano necessario fare conoscere e ricordare tutti i centri aiuto alla vita e persone come Paola Bonzi, che hanno speso la loro vita per questo. 

E in questa nota Raffaella Gambadoro, Simona Tagliani e Letizia Maggiolini ricordano la figura di Paola Bonzi. Venerdì 9 agosto, per l’improvviso aggravarsi di una malattia, è scomparsa Paola Bonzi, fondatrice del Centro Aiuto alla Vita di Mangiagalli di Milano. Grazie all’aiuto del “suo” CAV dal 1984 sono nati ben 22.633 bambini. Paola Bonzi nasce nel Mantovano nel 1943, ma vive per quasi tutta la sua vita a Milano con la famiglia. L’insegnamento non è l’unica e sola professione per questa donna indomita, che convive senza troppi fardelli con la cecità. Con l’entrata in vigore della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza nel 1978, Paola, insieme ad altri operatori del Movimento per la vita, si attiva per stare accanto alle donne. Sono anni difficili in cui la presenza dei volontari è mal tollerata, ma Paola non si scoraggia. Per la sua abnegazione nel 2013 le viene assegnato l’Ambrogino d’oro, la più prestigiosa benemerenza civica milanese. «Un’intera esistenza, la sua, dedicata solo ed esclusivamente ai piccoli, spesso indesiderati; una vita intera nell’ascolto quotidiano di donne e future mamme in difficoltà; un servizio portato avanti in prima persona, con grande determinazione e infinito amore. Paola ha vissuto ascoltando e abbracciando prima le mamme e poi i loro bambini. Ha vissuto spendendo tutte le sue energie per il Cav Mangiagalli. Ha fatto tutto questo avendo sempre chiaro l’obiettivo: accogliere e custodire la Vita nascente come il più bello e prezioso dei doni».

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