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Le liste civiche Bareggio nel cuore e Gente di Bareggio nell’ultimo consiglio comunale hanno presentato un ordine del giorno sul reddito di cittadinanza.  Ma la proposta è stata respinta dalla maggioranza. In questa nota che ricevo e pubblico le liste civiche esprimono rammarico per il no alla proposta.  Abbiamo voluto esprimere con questa proposta in consiglio comunale il nostro forte disagio nel vedere approvato dal governo un provvedimento che non condividiamo per nulla, il reddito di cittadinanza, come chiaramente espresso dal testo dell’Odg presentato. Partendo dalle osservazioni di Anci in merito alla attuazione del provvedimento che vede i comuni come attori in campo nella gestione delle richieste, abbiamo poi espresso il nostro giudizio politico. Chi è senza lavoro non vuole assistenzialismo, vuole la dignità di un lavoro, perché la dignità non è in uno stipendio ma è nel sentirsi utili, lavorando. Sono necessari interventi a favore di chi crea lavoro, le aziende, non un sussidio che aumenterà il debito pubblico e che ricadrà sui nostri figli.
E’ vero siamo delle liste civiche, però viviamo a Bareggio, in Lombardia, in Italia, quindi possiamo esprimere il nostro giudizio su un provvedimento nazionale, che in un modo o nell’altro ricadrà su di noi e sulle attività degli uffici comunali di Bareggio. La discussione è stata vivace, molti gli interventi, direi di quasi tutti i consiglieri presenti. Non ci aspettavamo certo l’adesione del consigliere Flavio Ravasi (M5S), invece ci è dispiaciuto molto vedere nella prima forza di governo locale, la Lega Nord, una posizione che difficilmente avrebbero avuto lo scorso anno sullo stesso tema, quando ad aprile 2018 non avevano ancora fatto un governo con il movimento Cinquestelle. Ci è spiaciuto vedere la completa assenza di spirito critico nei confronti di un provvedimento che va contro la posizione liberale che Lega Nord ha sempre sostenuto di avere. Ci è spiaciuto che a livello locale, non abbia prevalso la possibilità di esprimersi dei singoli consiglieri, in totale libertà di pensiero, ma un appiattimento sul proprio schieramento partitico di appartenenza. Ringraziamo il Partito democratico che ha voluto condividere il documento, emendandolo e votandolo con noi. Provvedimento respinto.

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