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L’operazione denominata “Gambero verde” per il colore assunto dai gamberi è di quelle dell’orrore e della realtà che supera ogni immaginazione sia per l’impressionante quantità (ben 40 tonnellate) di pesce e crostacei scaduti da anni, di cui 16 tonnellate scoperte in un deposito ubicato nella zona artiganale-industriale di Cornaredo, che per l’orripilante spettacolo. Il titolare del magazzino cornaredese, un cinese, è stato denunciato per immissione in commercio di prodotti adulterati. L’operazione condotta dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Corsico con gli ispettori del distretto della Asl di Milano 1, dei dipartimenti di prevenzione medica e veterinaria, è dunque valsa a scongiurare la vendita di pesce scaduto a ristoranti cinesi e italiani e supermercati. Se i militari non fossero intervenuti per gli ignari e malcapitati consumatori sarebbe stato un brutto guaio, quantomeno avrebbero rischiato di intossicarsi. Quando le “fiamme gialle” sono entrate nel deposito si è offerta ai loro occhi una visione sconvolgente e terribile. Gamberi, gamberoni, pesce azzurro di ogni varietà, alghe nori, wasabi e frutta essiccata erano ammsasati qui e là  nel deposito. L’odore era talmente nauseabondo da avvertirsi a parecchi metri di distanza. In un’altra stanza c’era un’ingente quantità di gamberetti posti su un tavolo a ridosso di una finestra aperta per essere essiccati. L’igiene non era proprio di casa nel deposito cinese. I prodotti sequestrati saranno distrutti. L’intervento della Guardia di Finanza è stato davvero provvidenziale per la salute dei consumatori.

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