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“Vittuone possiede -afferma il sindaco Enzo Tenti- da ormai qualche anno la storica dimora secentesca, appartenuta alla famiglia Venini, che si trova in centro al paese, proprio alle spalle del municipio, e rappresenta una ricchezza assoluta che da proprietà privata è diventata pubblica grazie alla nostra amministrazione. Ma non la si può fruire per colpa del ricorso al Tar di Legambiente”. 
Certo che il parco secolare di 16.000 mq, in cui è immersa la villa, rappresenta il polmone verde del centro di Vittuone. Il suo valore è inestimabile, anche sulla scia dell’adozione del piano integrato d’intervento che, oltre alla proprietà della villa, ha assicurato al Comune il completo restauro dell’immobile da parte dei privati per un valore che si aggira intorno ai 15 milioni di euro.

“Il progetto -aggiunge Tenti- presentato e approvato dalla Sovrintendenza, ormai due anni fa, consiste nella sistemazione completa del complesso, che è ritenuto un bene prezioso dalle Belle Arti, nonchè nella collocazione al suo interno di tutti gli uffici comunali. La tradizione e il municipio nel plesso di maggior pregio del nostro territorio: una vittoria per noi e per tutti i vittuonesi”.
Ma se oggi la villa versa, secondo l’amministrazione comunale, in uno stato di abbandono è per l’impossibilità di intervenire in quanto l’intervento è bloccato dal ricorso al Tar promosso da Legambiente. 
“Evidentemente Legambiente -denuncia Tenti–  ritiene evidentemente più importante un prato situato nel mezzo della zona industriale di Vittuone- Sedriano-Arluno, rispetto ad un parco di pregio di 16.000 mq. nel centro del paese di cui tutti i cittadini possono usufruire. L’associazione stessa si squalifica -continua il sindaco– quando asserisce che le due operazioni sono collegate strumentalmente; di strumentale c’è solo il ricorso, visto che anche la stessa Provincia di Milano ha un’idea chiara e infatti ha autorizzato i proprietari dell’area al taglio delle robinie”. Non è tutto.
“Fa specie poi l’affermazione -conclude il sindaco- che la villa potesse essere acquisita e ristrutturata con altri mezzi. Quali, mi domando, viste le cifre sopra menzionate? La verità è che nessuno, fino all’arrivo della nostra amministrazione, era riuscito a ottenerla per la comunità. E comunque va sempre tenuto presente che il terreno a nord della ferrovia rimane di proprietà privata e la favoletta della realizzazione di un bosco per tutti i cittadini, che tanto la sinistra quanto Legambiente vanno propagandando, è un’utopia irrealizzabile”.

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