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C’era anche l’assessore Renato Laviani, in rappresentanza del Comune, ai due incontri organizzati dall’amministrazione ambrosiana, a Palazzo Marino, per discutere dei possibili provvedimenti antismog. 
In particolare, nella riunione dello scorso giovedì 3 novembre, l’amministrazione comunale di Milano ha reso nota la volontà di istituire quattro domeniche di blocco delle auto in concomitanza con quattro appuntamenti sportivi in programma a Milano: la prima, domenica 20 novembre, seguita da altre tre date (a marzo, ad aprile e a maggio 2012). L’amministrazione cornaredese, da parte sua, ha espresso la sua contrarietà all’iniziativa, confermando l’intenzione di non aderire al blocco del traffico nelle domeniche in calendario. 

“Siamo delusi da quanto emerso nel corso dell’ultimo incontro -spiega l’assessore all’ambiente Laviani- quella che doveva essere un’iniziativa che accumunava i Comuni nella lotta all’inquinamento si è trasformata in un contenitore per gli eventi sportivi milanesi. Nessuna strategia finalizzata alla sensibilizzazione dei cittadini residenti in tutti i Comuni, e non solo a Milano, rispetto alle tematiche ambientali, nessun incentivo concreto se non la promessa di una manifestazione nella metropoli: a queste condizioni è davvero improponibile la nostra adesione e mi stupisco di come alcuni rappresentanti di Comuni guidati dal centrosinistra, che si sono sempre opposti ai blocchi domenicali suggeriti dalla Moratti, ora appoggino l’iniziativa della giunta Pisapia”.

La lotta all’inquinamento non dovrebbe avere ‘colore politico’, ma tant’è. 
Anche il sindaco Luciano Bassani esprime il proprio rammarico: “Noi siamo assolutamente favorevoli ad iniziative condivise con gli altri enti, perché è una volontà comune quella di assumere provvedimenti seri che servano sia ad abbassare il livello di polveri sottili nell’aria sia ad abituare i cittadini a spostarsi usando i mezzi pubblici e/o a godere di una bella passeggiata. Non vogliamo però penalizzare i cornaredesi senza dar loro in cambio un servizio, che può essere un momento di aggregazione e di festa sul proprio territorio, senza costringerli ad emigrare a Milano”. 

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